Chi sono
Mi sento una collezionista di incontri ed esperienze di cui ricordo soprattutto l’emozione.
Sono nata in Friuli. Amo i boschi di collina, la campagna in cui sono cresciuta e i tramonti del nord est che incendiano i pomeriggi invernali – sì, quelli a cui è dedicata Luce, la canzone di Elisa. Non posso fare a meno di migrare di tanto in tanto, attratta dall’intensità e dal vivace disordine del sud.
Quello per la mia terra, non è un amore cieco. Fin da piccola ho sentito gli strascichi delle dure esperienze che ha conosciuto. Nelle mie radici materne c’è un paese di confine che è stato fronte di guerra e in quelle paterne un paese distrutto da un forte terremoto, pochi anni prima della mia nascita. So cosa significa crescere a contatto con i segreti mantenuti ‘perché sono successe cose troppo brutte, cose che i bambini non possono sapere’. Ho conosciuto la necessità, la nostalgia e la ricchezza delle migrazioni che salvano la vita.
Provengo da famiglie semplici, che mi hanno insegnato a fare il mio dovere e a camminare a testa alta.
Discendo da donne che hanno avuto libertà e responsabilità, anche economiche, non comuni. Donne che hanno sfamato la famiglia, contribuito ad acquistare la casa, difeso i diritti delle lavoratrici in fabbrica, creato da zero una nuova realtà lavorativa. Quando parlo di forza femminile è a loro che penso, a quelle donne che nel loro piccolo hanno contribuito a cambiare il mondo, dentro e fuori casa.
A casa mia non sono mai mancate l’indignazione per qualche ingiustizia e le battute che ribaltano anche le situazioni più impegnative. Da mia madre ho ereditato un coraggio da pioniera e da mio padre la capacità di misurare i passi e far quadrare i conti, da lei l’attitudine ad occuparmi di chi ha bisogno e da lui il piacere di scherzare in compagnia. Grazie a mia sorella ho nutrito la tenerezza e l’ironia, che salvano ogni situazione. E mi sono scoperta paladina di chi è piccolo, fragile o meno potente.
Sono farina del mio sacco la determinazione che mi ha fatto superare molti ostacoli e l’interesse per tutto ciò che è armonia, estetica, bellezza.
Parto dalla sostanza, ma mi diverte curare la forma.
In ogni tempo ritorno alla danza, all’affetto delle amicizie vere e ai piaceri semplici che offrono la natura e il buon cibo. Non posso immaginare la mia vita senza le canzoni con cui mi sono caricata, commossa, ritrovata. Se fossi un animale, sarei un uccello migratore: mi sposto tra luoghi diversi, ma torno sempre a casa.

Voglio una vita piena, coraggiosa, dove spiritualità e concretezza camminano insieme

Cosa faccio
La forma che diamo alla nostra professione parla di chi siamo profondamente, di cosa abbiamo ereditato e di ciò che stiamo diventando.
Crescere tra storie di sopravvivenza, migrazioni necessarie e donne che hanno dovuto sostenere la famiglia anche economicamente, mi ha insegnato che identità e lavoro non sono mai separati.
Questa impronta era dentro di me molto prima che la riconoscessi chiaramente, ma oggi è il fondamento saldo e consapevole del mio lavoro:
accompagno evoluzioni identitarie che si riflettono nella professione, perché ciò che facciamo nel mondo sia espressione della nostra anima.
Sono psicologa e psicoterapeuta.
Mi sono formata in Scienze Cognitive e Psicobiologiche all’Università di Padova, per poi specializzarmi in Psicologia Clinica e successivamente in Psicoterapia Funzionale, un approccio che riunisce piano mentale e fisiologico, emozioni e movimento.
Questa integrazione psico-corporea è diventata un pilastro del mio modo di lavorare: il corpo è uno scrigno di memorie, segnali e intuizioni, non un mezzo che a volte sembra tradirci.
In seguito ho intrapreso lo studio del Qi Gong - pratica energetica di origine cinese - diplomandomi come insegnante con TaoYin Italia nel 2022. Questo percorso ha ulteriormente consolidato la mia attenzione alla connessione tra movimento, respiro e percezione di sé.
Lavoro come psicologa dal 2011, anno in cui ho aperto uno studio nel padovano con la cara amica e collega Silvia Ravazzolo. È stata una scelta coraggiosa che mi ha insegnato a valutare i rischi, superare le avversità e coltivare con fiducia le mie intuizioni. Parallelamente ho avviato la mia attività anche a Udine, perché desideravo riportare nella mia terra ciò che avevo imparato altrove.
Nel 2018 sono rientrata stabilmente in Friuli, collaborando con diverse realtà locali. Da oltre dieci anni mi occupo di formazione, supervisione e team building per le educatrici libere professioniste dell'associazione La Gerla, esplorando costrutti innovativi quali autorevolezza femminile e leadership distribuita.
L’esperienza della pandemia ha rappresentato per me un momento di riflessione profonda sul senso della mia professione e sulle connessioni tra valori, proposito di vita e scelte professionali.
In quel periodo complesso ho visto riemergere con forza una domanda importante:
“che cosa sto facendo della mia vita?”

Tra i crolli delle vecchie certezze, ho compreso che molte sofferenze richiedevano una ricerca di senso profonda: l’esplorazione della frattura tra identità e realizzazione.
Da allora ho scelto di orientare ancora più chiaramente il mio lavoro verso chi desidera che la propria crescita personale diventi anche strumento chiave per rifondare la vita professionale.
Non per inseguire ideali astratti, ma per costruire progetti lavorativi coerenti, sostenibili e generativi.
Mi occupo delle persone che attraversano transizioni identitarie legate alla professione: momenti in cui il ruolo costruito non basta più, il corpo segnala disagio, l’entusiasmo si spegne o una parte più autentica chiede spazio.
Spesso lavoro con donne competenti e responsabili che si trovano a un passaggio cruciale: hanno costruito molto, ma sentono di essersi progressivamente adattate fino a perdere contatto con la propria direzione interiore.
Accompagno anche uomini che desiderano integrare dimensioni di sé rimaste in ombra e costruire una presenza professionale più consapevole e rispettosa delle proprie emozioni.
La domanda che guida il mio lavoro è:
“Come costruire una presenza professionale fedele alla propria anima, anche quando il contesto sembra chiedere compromessi?”
Ho scelto di supportare la creazione di spazi in cui libertà creativa, relazioni autentiche e impatto concreto si intrecciano.
Perché ogni persona può fare la differenza.
Perché lo faccio
Conosco la forza rivoluzionaria di un dolore trasformato in proposito di vita e credo che chi ha ricostruito sulle macerie possa portare nel mondo forza, pace e relazioni più autentiche.
I miei valori
1. Connessione
Siamo parte di un tutto.
Metto in relazione persone, prospettive e propositi per nutrire la dimensione collettiva e spirituale della vita. Migliorare la vita di una persona significa migliorare la vita di tutti.
2. Considerazione
Do voce a ciò che viene messo da parte.
Mi prendo cura di ciò che è invisibile, rimosso, non detto: bisogni non ascoltati, talenti sottovalutati, disuguaglianze normalizzate. La considerazione è il mio modo di portare giustizia.
3. Integrazione
L’armonia nasce dall'incontro, non dall'esclusione.
Accolgo e integro le polarità che vivono in ognuno di noi: maschile e femminile, forza e vulnerabilità, azione e ascolto. Nulla viene messo da parte, tutto trova spazio.
4. Responsabilità
Nutrire la vita è un gesto quotidiano.
Promuovo la salute psicofisica della persona e della collettività. Mi prendo cura di me stessa e del mio impatto nel mondo, scegliendo ogni giorno di fare del mio meglio, nel rispetto dei miei limiti.
5. Libertà
Si cresce in relazioni sane, autonome e reciproche.
Sostengo l’autonomia e la libertà di scelta, nel rispetto reciproco e della collettività. Mi impegno a contrastare gli squilibri di potere e le dinamiche di dipendenza, a livello individuale e sociale.
6. Pluralità
Ogni diversità è un contributo.
Scelgo di non appiattire né uniformare ciò che è unico. Coltivo la complessità e i contributi originali, fonti inesauribili di vitalità collettiva.
Fammi sentire la tua voce
Se ti ho coinvolta/o, incuriosita/o o colpita/o, scrivimi utilizzando il modulo qui sotto.
Che tu voglia capire meglio come funziona il mio lavoro o propormi una collaborazione, ti leggo volentieri e risponderò appena possibile.